Montefalco

La "Ringhiera dell'Umbria"

Le Beate “Chiarelle”

Integralmente tratto dal “Compendio istorico della vita, virtu’, e miracoli di S. Fortunato, confessore paroco e protettore di Montefalco” di Stefano Monticelli – 1829 

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Le Beate Chiarelle (Montefalco)

La Beata Illuminata figlia di Giovannello di Montefalco nata nel 1291, la quale prese l’abito di S. Agostino nel Monastero di S. Croce per le mani della summentovata B. Giovanna. Era essa Conversa, servente, e dispensatrice delle Elemosine del Monastero.

Dessa fu, che pubblicò le virtù, e le meraviglie della sua Maestra, ed in mezzo a continue orazioni, e penitenze morì santamente ai 27 di Aprile dell’anno 1320.

Si racconta di lei che circa l’anno 1607, venuto a Montefalco un Religioso Agostiniano in qualità di Visitatore Apostolico fra le altre cose volle visitare i Corpi delle due sullodate Beate Illuminata e Chiarella, e spinto dalla devozione volle tagliare un dito di un piede alla B. Illuminata; ma non potendogli riuscire portò via dal piede medesimo un pezzo di pelle, che recò seco in partire. Giunto in Foligno, dicono quelli che riportano il fatto, si infermò gravemente senza potersi più muovere.

A tale impensato accidente entrato il medesimo in giusto sospetto, che ciò fosse in castigo del temerario suo furto, fece Voto al la Beata Illuminata, che se lo faceva guarire avrebbe subito restituita al suo luogo la Reliquia sottratta; e guarito all’istante adempì il voto, ed alla epoca di chi scrive si asserisce, che la Reliquia si conservava ancora separata dal corpo. Della stessa Beata Illuminata si ha, che una donna cieca toccata sugl’occhi con una di lei Reliquia riacquistò all’istante la vista.

La Beata Chiarella, chiamata da alcuni scrittori Chiaruccia, fu così denominata per distinguerla dalla B. Chiara di lei Maestra, di cui imitò le virtù con tutto l’impegno. La medesima, si ha dai Scrittori, che più volte con il segno della Santa Croce pose in fuga i demonj: si cibava ogni giorno del Pane Eucaristico, fu singolare nell’astinenza, ed ebbe una visione , nella quale da Gesù Cristo le fu mostrata la Gloria, che aveva in Cielo la sua Maestra. Vissuta la medesima per molti anni nel reclusorio della B. Chiara fu mandata a fondare in Giano un Monastero, di cui fu dichiarata Abbadessa dalli Canonici Lateranensi , sotto la dipendenza dei quali era il medesimo.

Governò solamente due anni, e prevenuta dalla morte nel 1345. fu ivi sepolta con grande concorso di Popolo. Soppresso in seguito il detto Convento di Giano, per non potere più sussistere stante la mancanza dei mezzi, le Religiose furono traslocate nel Monastero di Spello e con esse fu colà portato anche il Sacro Corpo della B. Chiarella; ma avendo desiderato i Padri Agostiniani di Montefalco di averlo nella loro Chiesa lo ottennero, e Io unirono in una medesima Urna con il Corpo dell’ altra Compagna la B. Illuminata collocati sull’Altare Maggiore di essa, come si venerano anche in oggi, celebrandone annualmente la Festa nella Domenica in AIbis.

La perdita di questo sacro Monumento fatta da Spello fu così sensibile, che fece dire al Notaro, che rogò l’Atto della consegna Ego Fra Thomasuccius de Hispello dolens ad memoriam scripsi , come si rileva dalle memorie esistenti nel Monastero di S. Giovanni Battista di Spello.

Il 22 Aprile 1724 viene eseguita la rivestizione della Beate chiarella e Illuminata e il 22 Maggio 1882 sono collocate in una nuova urna “lignea e vetri”.

Le “Beate Chiarelle” sono attualmente esposte in quell’ urna all’interno della Chiesa di Sant’Agostino.

 

 

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